Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Mi chiamo Chiara Francesca Girombelli e sono una psicologa psicoterapeuta che utilizza la psicoterapia cognitivo comportamentale a Bologna per disturbi di vario tipo e questo sito ha l’obiettivo di illustrarne i sintomi e le tecniche per curarli.

La psicoterapia cognitivo comportamentale (TCC) è una delle più diffuse psicoterapie per la terapia di diversi disturbi psicopatologici, in particolare dei disturbi dell’ansia e dell’umore. Sviluppata originariamente negli anni ’60 e principalmente a partire dal lavoro di Aaron Beck, la psicoterapia cognitivo comportamentale, come ben suggerisce il termine, combina due forme di terapia estremamente efficaci, quella cognitiva e quella comportamentale.

Il termine “cognitivo” si riferisce a tutto ciò che accade internamente alla mente, ovvero tutti i processi mentali come pensiero, ragionamento, attenzione e memoria, con implicazioni sullo stato di coscienza o consapevolezza. La terapia cognitiva aiuta in primis ad individuare certi pensieri ricorrenti o schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti emozioni negative (percepite come sintomi), e ne sono in realtà la causa, e secondariamente a correggerli, arricchirli ed integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.

Il termine “comportamentale” si riferisce invece ai comportamenti manifesti (azioni e condotte) da parte del soggetto. La terapia comportamentale aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le reazioni emotive e comportamentali abituali che la persona ha in queste circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. La terapia aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida.
Quando sono combinate nella psicoterapia cognitivo comportamentale, queste due forme di trattamento diventano un potente strumento per risolvere in tempi brevi forti disagi psicologici.

Caratteristiche

È una terapia direttiva, adattata al trattamento individuale, di coppia o di gruppo ed è di breve durata. Lo psicologo psicoterapeuta istruisce il paziente ed assume attivamente il ruolo di “consigliere esperto”, permettendo di evidenziare dei cambiamenti e miglioramenti.

Essa è finalizzata a modificare quelli che la teoria di riferimento definisce i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi del paziente, con lo scopo di facilitare la riduzione e l’eliminazione del sintomo o del disturbo psicologico.

A differenza di altre psicoterapie, la TCC si focalizza prevalentemente sul presente (qui e ora), cioè si orienta alla soluzione dei problemi attuali. Lo psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze. In un secondo momento si preoccupa di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli obiettivi della terapia siano stati raggiunti.

Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico e dell’eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, e cosi via.

La terapia cognitivo comportamentale è a breve termine, ogni qualvolta sia possibile, ed è basata sulla collaborazione tra paziente e psicoterapeuta in quanto entrambi sono attivamente coinvolti nell’identificazione delle specifiche modalità di pensiero che possono essere causa dei vari problemi. La durata della terapia varia di solito dai sei ai dodici mesi con cadenza il più delle volte settimanale. Problemi psicologici più gravi, che richiedano un periodo di cura più prolungato, traggono comunque vantaggio dall’uso integrato della terapia cognitiva, degli psicofarmaci e di altre forme di trattamento.

È una psicoterapia attiva, all’interno della quale, sia il paziente che lo psicoterapeuta giocano un ruolo attivo. Lo psicoterapeuta cerca di insegnare al paziente ciò che si conosce dei suoi problemi e delle possibili soluzioni ad essi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei compiti che gli vengono assegnati di volta in volta.

Inoltre, la TCC poggia su una base sperimentale e un metodo scientifico e la sua efficacia nel trattamento di numerosi disturbi psicopatologici è stata convalidata empiricamente.

Modello di funzionamento

La psicoterapia cognitivo comportamentale si basa sul cosiddetto “Modello A-B-C”, (Antecedence-Belief-Consequence), e cioè:

  • Antecedence rappresenta la condizione in cui il soggetto percipiente si trova precedentemente all’insorgere del comportamento problematico consequence (es. attacco di panico).
  • Belief rappresenta la credenza, convinzione, idea o immagine mentale in seguito alla quale si produce il comportamento problematico.

Il modello interpretativo prevede che spesso gli individui, nella loro esperienza quotidiana, passino dallo stato “antecedence” direttamente a “consequence” senza la consapevolezza dei loro “beliefs” i quali invece scatenano una reazione psicofisiologica, emotiva o comportamentale problematica, spesso incomprensibile e inaspettata, che è dunque fonte di disturbo o apprensione per il soggetto influendo sul suo comportamento.

L’obiettivo dello psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale è dunque di ridurre il comportamento di evitamento, facilitare una ristrutturazione cognitiva attraverso prese di coscienza, ed aiutare il paziente a sviluppare abilità di coping (capacità di fronteggiare certe situazioni).

Per raggiungere questi obiettivi, una delle tecniche principali consiste nell’esposizione sistematica del paziente alla situazione temuta, per comprenderla ed indagarla meglio direttamente “sul campo”.

Questo può comportare:

  • ristrutturare credenze “false”;
  • sviluppare l’abilità di parlare a se stessi in modo positivo (self-talk positivo);
  • sviluppare la capacità di sostituzione di pensieri negativi;
  • desensibilizzazione sistematica (usata principalmente per l‘agorafobia e le fobie specifiche);
  • fornire conoscenze specifiche al paziente che lo aiuteranno a fronteggiare le situazioni (per esempio se qualcuno soffre di attacchi di panico, gioverà l’informazione che le palpitazioni in se stesse, anche se rapide e prolungate, sono del tutto innocue).

Oltre alla terapia convenzionale svolta “in studio”, la psicoterapia cognitivo comportamentale prevede spesso anche dei compiti (i cosiddetti “homeworks”) che i pazienti possono svolgere a casa come parte integrante della loro terapia.

Tecniche utilizzate

Nella TCC vengono impiegate numerose tecniche finalizzate a modificare comportamenti, emozioni e cognizioni non funzionali. Esse derivano dall’integrazione del modello cognitivo con l’orientamento comportamentista ed includono il problem solving, il decision making, gli esperimenti comportamentali, il monitoraggio e la programmazione delle attività, la distrazione e la rifocalizzazione, le tecniche di rilassamento, l’esposizione graduale ed altre ancora.

Efficacia

La TCC presenta risultati di efficacia nel trattamento di una vasta gamma di disturbi psicologici:

  • Depressione e disturbo bipolare
  • Ansia, fobie, attacchi di panico e ipocondria
  • Ossessioni e compulsioni
  • Ansia o preoccupazione generalizzate
  • Disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, etc.)
  • Stress, disturbi psicosomatici e cefalee
  • Disfunzioni sessuali (eiaculazione precoce, anorgasmia, etc.)
  • Abuso e dipendenza da sostanze (alcool, droghe, etc.)
  • Disturbi della personalità
  • Insonnia e altri disturbi del sonno
  • Difficoltà a stabilire e mantenere relazioni sociali e comportamento impulsivo
  • Problemi di coppia
  • Difficoltà nella scuola o nel lavoro
  • Bassa autostima
Scritto da Chiara Francesca Girombelli, Psicologa – Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale a Bologna
Condividi